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Siamo particolarmente lieti di presentare questa iniziativa editoriale, realizzata in collaborazione con “Il Tempo”, un quotidiano da sempre vicino alla gente e attento alle esigenze dei cittadini. Il cuore nel palazzo è un libro di cui si avvertiva il bisogno civile. Istantanea dei tempi che viviamo; documento di inquietudini e dubbi, di pubbliche e quindi private lacerazioni; ma anche veicolo di percorsi possibili, di spazi alternativi, di varchi che si aprono all’agire.

È il principio etico della “responsabilità” che emerge alla base del vivere civile, della cosa pubblica di cui tutti - nessuno escluso - siamo, e dobbiamo sentirci, componente attiva. Scriveva Joseph Weizenbaum: “Ciascuno dovrebbe comportarsi come se il futuro di tutta l’umanità dipendesse da lui”. Non soltanto, dunque, il politico di professione, ma il comune cittadino, il pacifico e importantissimo uomo-qualunque. La politica vera coincide con la vita, con la gestione del tempo, con l’esperienza in fieri delle cose: con le scelte che decidono il futuro. Patrizia Prestipino è un politico di professione ma ancor prima un’insegnante, una cultrice di valori umanistici, un cittadino che sa ascoltare perché conosce la nutriente forza della condivisione e il rispetto della complessità.

Avrebbe potuto scrivere un saggio, un pamphlet, o un discorso, ma ha scelto una forma più godibile, come quella letteraria, per maturare in essenza e condividere ad ampio raggio i frutti decennali del suo impegno. Per chiarirlo forse a se stessa, anche, tracciando un percorso di crescita attraverso un romanzo di formazione politica, umana e sentimentale. La vicenda esemplare dei due protagonisti, il sindaco Giulia Parisi e l’imprenditore Valerio Magistri, consente di puntare i riflettori su un versante “altro” dalle comuni dinamiche umane, su un mondo parallelo di valori forti e di pure idealità, di persone che per fortuna ci sono ma di cui spesso si parla non abbastanza. La speranza e la salvezza del mondo passano per la nobiltà d’animo dei “piccoli prìncipi” che, forti della loro etica, della loro onestà intellettuale, ci credono davvero in quel che fanno. Allora la politica non è abuso di potere, come talvolta - delusi da episodi deprecabili - finiamo a malincuore per persuaderci.

Ci sono tanti politici onesti, animati da passione civile, da volontà autentica di perseguire il bene comune, di risolvere i problemi della gente. Della politica il romanzo di Patrizia Prestipino, come già il suo operato quotidiano di Presidente del Municipio Roma XII, ci offre questo volto pulito, umano, etico; e ci fa riflettere sul fatto che, certo, non si fa coi “buoni sentimenti”, ma non può essere disgiunta dall’amore, inteso come cura, attenzione, ascolto, scambio reciproco e apertura: come salvaguardia del valore intrinseco dell’uomo.

La democrazia è un bene assoluto da difendere e tramandare. Noi siamo la memoria del futuro. E non c’è niente di peggio che astenersi o limitare la propria partecipazione: non sarebbe altro che il principio della fine. Né basta, peraltro, delegare ai soli rappresentanti istituzionali. Perché un potere nei confronti del quale restiamo passivi viene messo nelle condizioni di definire tutto - anche le private libertà - mirando unicamente al proprio aggio, al proprio arbitrio.
Può servire un romanzo per credere di nuovo nella politica? Che un “quore” passionale e volitivo batta davvero nel palazzo dei nostri giorni? Forse. Ma è certo che se pure un solo lettore, attraverso le pagine che seguono, riuscirà ad accendersi di passione politica (a prescindere dagli schieramenti), cioè a provare o rinnovare la voglia di condividere, di impegnarsi, di battersi per migliorare il mondo, allora questo libro avrà raggiunto il proprio scopo.

Marco Onofrio 
Direttore editoriale EdiLet

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