@Pat del 9 ottobre 2015

Cari tutti,

Rieccoci con novità sconvolgenti, che certo avrete saputo.
La capitale è , attualmente, senza Sindaco. Con un futuro precario e incerto sotto tutti i punti di vista. E non potevo non condividere con voi, come sempre, le mie riflessioni.
A questo proposito, anche stavolta diró la mia a viso aperto, come sono abituata e vi ho da subito abituati.
Io sono dispiaciuta per le dimissioni di Marino.
Ma per le modalità con cui sono avvenute. E perché sarebbero dovute arrivare prima, come vado dicendo da mesi, isolata nel mio partito. (questa la mia prima intervista a giugno che vi allegai http://www.intelligonews.it/articoli/4-giugno-2015/27245/mafia-capitale-2-prestipino-pd-il-comune-va-commissariato-rischiamo-la-fine-della-moretti) e ‘sto ruolo di Cassandra de no’antri comincia anche un po’ a starmi stretto :-))
E ai cittadini romani e al mondo tutto avremmo così risparmiato le scene brutte e patetiche, cui sono stati costretti ad assistere finora. Attoniti e impotenti. Fino alla paradossale bagarre sugli scontrini.
Una fine disonorevole per i protagonisti di queste vicende romane. Ma anche per chi si è reso politicamente COMPLICE di questa agonia.
Ripeto. Bastava arrivassero prima le dimissioni del Sindaco, subito dopo il siluro di Mafia Capitale, con un sussulto di orgoglio civico e politico, e prendendo coscienza che Roma era una città senza guida amministrativa e senza visione.”Nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di province ma bordello” tuonerebbe ancora oggi Dante. E con un iter più consono alla drammaticità della situazione.
Renzi ci aveva provato prima dell’estate: lo ha fustigato per ben due volte, Marino, alla sua maniera diretta e forte.
Ma il PD romano, con il suo commissario Orfini, ha deciso la linea della blindatura della giunta Marino, contraddicendo il segretario nazionale. E mettendo cerotti su una ferita che andava curata con il bisturi (tanto per restare in tema di chirurgia 🙂 )
La squallido epilogo di questa storia, con la scena dell’assedio a Fort Apache-Camoidoglio, è la prova del tragico errore politico.
Qualcuno se ne assuma, ora, la responsabilità . Mentre a noi sta il compito di lavorare da subito ad una RIVOLUZIONE culturale nel Pd e a una PIATTAFORMA di idee e proposte degne davvero di questa nostra città ormai agonizzante.
Senza ipocrisie e veleni.
Con umiltà e senso della misura. Dicendo apertamente che anche dalle ceneri si può risorgere, se questa città la si ama, la si sa leggere e la si rispetta davvero.
Keep in touch!
Sorrisi, sempre

Ps due mie interviste radiofoniche che vi interesserà ascoltare

https://www.radioradicale.it/scheda/455296/intervista-a-patrizia-prestipino-sulla-situazione-del-comune-di-roma-e-sul-sindaco

Intervista Radio Radio – 8 ottobre 2015