@Pat – 20 giugno 2016

Cari tutti,

Una lunga Riflessione. A mente aperta e cuore chiuso. E una chiamata alle armi. Se avrete la pazienza di leggere.

Pensavo. Non ho mai creduto al bagno di sangue catartico . Eppure, oggi, può essere l’occasione giusta, il kairòs, direbbero i greci, per rinascere. Senza le ghigliottine dopo la Bastille.
Senza i processi in piazza sommari, dettati dall’emozione forte del momento.

Io mi sono sempre saputa difendere. E, nonostante tutto, tenere per me le paure che ho dentro, che contrastano con la forza che è fuori di me.
Eppure voglio bene a questo Pd, che a Roma non mi ha mai voluta, che mi ha sempre combattuta, neanche fossi un agente patogeno infettante…..

Condannata in appello per aver sostenuto, sei anni fa, la prima a Roma, un giovane scalpitante sindaco fiorentino e ancor di più per aver osato dire, tra gli applausi di una platea fiorentina, che il partito romano era asfittico e le brontosaure del pd erano da rottamare quanto i brontosauri.

Messa alla gogna poi, NON per aver chiesto le primarie per sindaco. Ma per aver osato chiederle prima di Zingaretti. Che poi si sa come è finita….

Crocefissa per essermi candidata a quelle primarie (rinunciando al parlamento), soprattutto per denunciare le correnti del pd romano che continuavano a spartirsi, indisturbate, pacchetti di voti e tessere. E che poi scelsero di incoronare Marino.

Criticata per aver detto, per prima, che lo scandalo dei fondi consiliari del pd della regione Lazio, nell’era Fiorito, era una roba da condannare senza se e senza ma. E poi si sa, anche questa, come è finita ..

Colpita alla schiena dal rapporto Barca, che solo un anno fa mi definiva “potere per il potere “, io una docente di lettere di liceo, solo per aver rimesso in piedi il circolo dell’Eur, riempiendolo di militanti veri e appassionati di politica.

Quando poi, proprio oggi, leggo dalla sua pagina Facebook che Orfini, riferendosi al quel rapporto, parla di cose positive, ma anche di errori palesi.. (Riferimento puramente casuale?)
Perché per quella roba io ho pianto e urlato di rabbia e dolore, ma poi mi sono rialzata, difesa e ho ripreso a combattere lealmente a fianco di quel partito che come un marito – padrone, continuava a maltrattarmi.
Ma a cui, in questi anni, ho mandato solo lettere d’amore.. Masochista direte voi? No, solo perdutamente innamorata.

A proposito, Orfini.
Io l’ho combattuto apertamente il commissario, sui media e sui social, mettendoci la faccia, anche con i miei interventi in direzione nazionale, dove non ho mai smesso di richiamare il partito perché stava perdendo l’attenzione sui territori.
Sulla nostra gente.
Sulle periferie.
Tanto che i colleghi in sala avranno pensato che fossi monotematica…
Dive ho chiesto la selezione della classe dirigente locale e le primarie anche per i presidenti di municipio . Niente! Battaglie politiche infrantesi sulle cinta di mura del pd romano.
E Orfini, su questo, ha molte responsabilità che sta comunque pagando. L’uomo non è né sciocco, né sprovveduto…

Ma che ora qualcun altro del partito, magari Renziano, tolga il “turbo” e pensi di scaricare tutto solo sul commissario romano, lavandosi le mani sporche del sangue di questa mattanza e dimenticando le “spartizioni” scientifiche a tavolino dei municipi, secondo lo schema antico del “due toccano a me e uno a te” , questo non lo posso tollerare .
Anche perché , sic stantibus rebus, più che di divisione tra correnti, oggi si potrebbe parlare di scissione dell’atomo.

È l’ora delle responsabilità .

E ognuno se le assuma a viso aperto e senza scaricare la bacinella dell’acqua sporca di sangue su altri .
Soprattutto se, nella partita del sindaco 2016, ha avuto ruolo di regista e capoclasse .. O solo di grande manovratore. O manovratrice …

Perché, stavolta, il gioco delle scaricabarile non regge.

Detto questo, ecco la parte costruens.

MARTEDÌ 21 alle 18 , la comunità dell’Eur , a piazzale Adenauer 2, apre le porte a chiunque abbia voglia di sfogarsi sì, ma anche di dire seriamente la sua sulla ricostruzione del partito a Roma. In diretta Facebook e coram populo.

Ripartiamo da ground zero. Insieme . Percorrendo , gradino per gradino, tutte le tappe utili a ricostruire, con umiltà e serietà, il rapporto con la nostra gente, che abbiamo sacrificato sull’altare di un interesse particolare.
E a vigilare su una classe dirigente che si concentri sulla crescita delle nostre comunità, più che sulla propria.

Lo dico da persona ancora innamorata del Pd. E ancor di più dei suoi straordinari militanti. E che, come tutte le donne innamorate, ha l’energia, la forza e l’incoscienza giuste per combattere ogni tipo di battaglia.

Sorrisi, sempre .