@Pat – 12 dicembre 2016

Carissimi,

di seguito trovate l’intervento che avrei fatto mercoledì scorso in direzione, se si fosse aperta la discussione e la mia intervista su Radio Roma Capitale. È molto di cuore. La proposta politica la posticipo,invece, a quando sarà più chiaro il quadro della crisi di governo e del congresso PD.

Ditemi che ne pensate .

Sorrisi , sempre .

Il mio doppio ruolo di docente e di militante, nonché di membro della direzione Pd, mi permette di fare un’analisi del voto dal basso e, soprattutto, da un osservatorio privilegiato quale è la scuola, che nella sua comunità di studenti, genitori e docenti rappresenta uno spaccato sociale di grande rilievo. On e OFFLINE.

Dopo il voto, ho avuto modo di parlare con colleghi più ragionevoli e meno “incavolati” che hanno votato sì ed ora sono sinceramente dispiaciuti e preoccupati per il paese ; e ho saputo invece di altri, più incavolati e politicizzati, alcuni dei quali non si sono limitati a votare no, ma adattando alle proprie esigenze l’articolo della costituzione sulla libertà di insegnamento, hanno trasformato le loro lezioni in classe in delle vere e proprie giaculatorie contro la riforma e il Governo.

Era il “sentiment” generale che ha influenzato il voto di massa : un mix di rabbia, disagio e paura per il futuro, che Grillo, anche attraverso un uso spregiudicato della rete, ha saputo meglio volgere a suo vantaggio; mentre noi non siamo riusciti a veicolare il messaggio della necessità di un cambiamento .

Il conservatorismo ha prevalso sul riformismo ; la status quo sul cambiamento.

In realtà si ha avuto paura di andare a vedere cosa c’è dietro l’angolo e si è preferito lasciare tutto com’è , perché più rassicurante.

Il voto di pancia ha prevalso su quello di testa .

Signori, ormai, vi è chiaro, siamo alla Gastropolitica!

Di questo va preso atto .

Abbiamo a che fare con un fenomeno molto più complesso di quanto ce lo vogliano far apparire.

Non si tratta solo di populismo : mite o selvaggio che sia .

È una maggioranza trasversale del paese, certo sospinta da un grande disagio socio-economico e segnata da una profondo senso di sfiducia, che ha preferito arroccarsi nel conservatorismo , perché non si è fidata del futuro che questa nostra classe dirigente gli ha prospettato. Lo story telling , questa volta, ha fallito !

Non si tratta neanche di semplice “difesa” della Costituzione ( tra l’altro già modificata nel 2001 proprio da quel D’Alema che oggi se ne fa paladino ) e che da domani, da tanto strenuamente difesa, tornerà ad essere beatamente ignorata.

È la diffidenza e l’ostilità verso chi, come noi del SÌ, proponeva qualcosa di diverso per il Paese, e “osava” farlo con tanto ottimismo, quasi in sfregio al secolo buio in cui viviamo.

Ora, quindi, o il Pd insieme a questa corposa minoranza del si, comincia a mettere in campo un progetto politico alternativo, con interventi economici e sociali mirati alla vita, o meglio alla “sopravvivenza” di milioni di italiani, sempre più a rischio povertà, e inizia a veicolarlo, nelle strade e sulla rete, in modo più rassicurante e soprattutto più competitivo con i 5 stelle, o sará spazzato via!

Il colmo è che questa parte politica, che pure al suo interno ha tante competenze e tanta sostanza , è stata travolta da chi ha saputo comunicare al meglio quel poco che aveva .

E vado velocemente al partito.

Al di là delle posizioni radicali della minoranza Pd che hanno lasciato attonito tanto nostro popolo, dopo il 4 ci è toccato anche assistere a Manifestazioni di gioia spropositate da parte di certi nostri dirigenti .

Oppure leggere che alcuni hanno di dichiarato di aver votato sì, ma di essere contenti che avesse vinto il no.

Bene, a scanso di equivoci, lo dico qui CHIARO e FORTE: noi che abbiamo fatto campagna per il SÌ per mesi , spezzandoci la schiena sulla strada, nelle case o nei circoli, non siamo affatto contenti che abbia vinto il no.

Posso esprimere soddisfazione per la grande partecipazione popolare al referendum.

Posso aver rispetto per chi ha votato no.

Ma non sono contenta che abbia vinto il no. Perché io nel sì ci ho creduto con tutta me stessa !

E siccome sono anche un po’ stanca di essere presa per i fondelli per la sindrome di Tafazzi del Pd, a nome di tanti militanti appassionati e che ci credono, chiedo:

RISPETTO per il dolore che ci ha atterrati la notte del 4 dicembre.

RISPETTO per le nostre lacrime.

RISPETTO per la fatica di settimane trascorse a parlare e convincere.

RISPETTO per i tanti del Pd, dal primo dei ministri all’ ultimo dei segretari di circolo e dei militanti che in questa campagna non si sono mai risparmiati, sottraendo tempo anche alla vita privata

E mi VERGOGNO di chi , nel nostro partito, ha fatto solo finta di crederci , non alzando un dito per la “ditta” . O , addirittura, professandosi felice per la vittoria del no.

Perché noi che ci abbiano creduto con tutti noi stessi, abbiamo perso , è vero, ma dopo aver lottato uniti per un progetto comune.

E chi cade combattendo, ha sempre ragione .

Perché , come diceva il meraviglioso Saint- Exupery , “il fine forse non giustifica nulla, ma l’azione libera dalla morte”

Avanti segretario ! Tu che l’altra notte hai già dimostrato di saper perdere, rispetto a chi deve ancora dimostrare di saper vincere , preparati a salvare questa tua comunità ferita del Pd e questa parte di Italia che il 4 dicembre, con il suo SÌ, ha mostrato di credere in noi e nella forza del riformismo di sapore italico.