@Pat 10 giugno 2015

Amici,
le notizie sempre più incalzanti e sconfortanti su Mafia Capitale fanno emergere il quadro desolante di una politica asservita al potere dei soldi, invece che al volere dei cittadini. E quando la politica perde la sua funzione primaria, che è quella di organizzare e gestire al meglio la cosa pubblica, diventando gregaria dei vari poteri forti, compresi quelli occulti e malavitosi, non è più degna di rappresentare gli interessi del popolo sovrano. Perché, di fatto, ne diventa il nemico numero uno. Persino ai tempi di tangentopoli, o addirittura con la banda della Magliana, i poteri occulti erano “strumento” della politica ma non erano mai riusciti a divenire suo partner. Perché era la politica che comunque governava e interloquiva direttamente con i territori. Ora la Politica appare, invece, loro fedele serva e vassalla. Perché da essi è alimentata e tenuta in vita. Io ho provato a liberarmi di quel senso di nausea che mi attanaglia quando leggo quanto emerge dal l’ordinanza di Mafia Capitale, a respirare forte e contare fino a 10 prima di parlare. Ma poi, mi conoscete, non riesco mai a non dire quello che penso. E oggi penso che a Roma sia giusto azzerare tutto, a cominciare dal Comune di Roma, e ricominciare a lavorare a testa e pancia basse per rigenerare la politica e ridarle credibilità di fronte ai cittadini sgomenti. Senza paura di metterci la faccia o di perdere il confronto con altri. Perché il bene della cosa pubblica è più importante anche di un vantaggio elettorale, che, come si vede, è transitorio come “l’acqua che fugge”. Nelle seguenti interviste a Il Fatto quotidiano e Roma Post, se avrete la pazienza di leggerle, spiego meglio le mie ragioni. Mentre domani dalle 10.30 sarò su Radio Cusano Campus per un confronto su questi temi.
Sorrisi, sempre. Pat

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