Le mie ultime dichiarazioni all’ AGIR

Comunali e Regionali: si scaldano i motori a Roma e nel Lazio

 

Gasbarra, Gentiloni, Prestipino e Marchini. Lo sfidante di Alemanno passa necessariamente dal centro. Con Storace viene invece dalla sola destra la sfida al moderato Zingaretti. Election day o election day-day-day, considerando le ultime vicende che vedono il governo battuto al Senato sul decreto Sviluppo-bis, le sorti della prossime campagne-di-battaglia elettorali di Roma e del Lazio rimangono appese a questi nomi.

Fronte comunale. Da non perdere di vista il battitore libero (almeno per ora visto che l’Udc gli fa la corte) Alfio Marchini (nella foto), che si è ufficialmente candidato ed è già sbarcato su twitter polemizzando con il sindaco uscente del centrodestra Gianni Alemanno per il quale lui sarebbe un perfetto sconosciuto (ma secondo i ben informati temuto dal primo cittadino perché, in estrema sintesi, andrà a pescare anche nel suo mare).
Ma il Pdl o quel che ne resta non gode di stabilità e il consigliere comunale Fabio Sabbatani Schiuma, entrato in consiglio comunale al posto del dimissionario Francesco Storace, non gira intorno al problema che affligge i colleghi del Pdl affermando che “Berlusconi non è d’accordo con tutto ciò che rappresenta la vecchia esperienza Pdl, compresi gli esponenti”. Dunque tutto può cambiare. Stato: sabbie mobili.
Per il Pd invece resta l’incognita primarie. Ma la classe politica del territorio è compatta nell’auspicarsi che queste avvengano. L’assessore alle Politiche del Turismo dello Sport e delle Politiche Giovanili Patrizia Prestipino, tra le prime in campo a raccogliere le firme, dice che “sarebbe sciocco non procedere attraverso questo strumento democratico dopo la partecipazione avvenuta a livello nazionale” e ad Alfio Marchini, che ritiene un nome importante della storia imprenditoriale romana, lancia (anche lei) garbatamente una stoccatina, affermando di invidiarlo “in quanto qualificato a scendere in pista, ma troppo facile farlo attraverso Rai 3, magari fosse stato così per me”. Mentre su Paolo Gentiloni, agguerrito candidato a primo cittadino di Roma, non si sbilancia e non vuole che il dibattito si riduca a chi è più Renziano anche perché “bisogna capire cosa si intenda per Renziano prima di tutto”. E sulla possibilità che anche Enrico Gasbarra scenda in gara, Dario Nanni -consigliere Pd e bersaniano attento al nuovo tanto da aver coinvolto in sue iniziative anche Debora Serracchiani e David Sassoli – crede “sia la soluzione migliore. Auspico che lo faccia presto”. E sempre su Alfio Marchini tiene a specificare: “sono un tollerante. Se pensa di dare un contributo… ma con il Pd non c’entra”. E sì perché nei corridoi capitolini si era parlato di martedì, mercoledì scorsi come date possibili per l’ ufficializzazione della sua candidatura, ma con il segretario Pierluigi Bersani a Tripoli ha preferito rimandare e aspettarlo. Così l’ annuncio prenderà tutt’altro sapore.
Fronte regionale. A destra se la dovevano battere Renata Polverini e Francesco Storace. Pare che la Polverini stava già procedendo al reclutamento delle truppe sul territorio e che non avesse badato a vecchi rancori pur di sommare il massimo consenso per riscattare la sua figura attraverso la lista Città Nuove. Ma dopo l’alt del Cavaliere la situazione è cambiata. Francesco Storace ora, forte anche della crisi del centro-destra come lo avevamo conosciuto e in balia dei venti e degli eventi, proverà ad appellarsi ai tanti militanti allo sbando. Sabbatani Schiuma lancia già un appello: “Storace ha lavorato bene, la prossima volta però sappia scegliere le persone con cui governare”.
Per Teodoro Buontempo, invece, Assessore alla Casa e alla tutela del consumatore nella giunta regionale del Lazio ed esponente di spicco de La Destra “è proprio per le scelte coraggiose che abbiamo fatto in momenti insospettabili insieme a Storace, che oggi questa candidatura può rappresentare anche il ‘motore’ per ricreare la giusta sintesi e l’unità del centrodestra”.
E poi attacca Zingaretti dando il via alla campagna elettorale: “La Regione Lazio ha bisogno di un Presidente che abbia una vasta conoscenza dei meccanismi che possano accelerare l’azione di Governo. Un Presidente che sia capace di svolgere una campagna elettorale non in difesa, non sugli eventi che hanno portato allo scioglimento della Giunta, ma all’attacco puntando sui bisogni dei cittadini, sulla modernizzazione dei servizi e anche sulla incapacità di Zingaretti ad essere un’alternativa credibile ed efficiente”.
Magari Zingaretti, che è ormai molto attivo anche su twitter, troverà il modo di rispondergli.     (m.m.)

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