Diario di Bordo – Torno alle nostre newsletter dopo una lunga pausa…

Carissimi,
torno alle nostre newsletter dopo una lunga pausa dovuta sì alle ferie estive, ma anche a qualche riflessione prolungata sul da farsi.

La prima notizia è che, contrariamente ad ogni “buona” pratica politica, che prevede pronte e facili ricollocazioni in posti chiave dei soliti “disoccupati in cerca d’autore”, ho scelto di ritornare alla mia cattedra di latino al liceo, dove quest’anno ho incrociato tre classi di adorabili pubescenti che mi ascoltano con gli occhietti accesi e i beccucci all’insù. E devo ammettere che insieme a Cicerone, Catullo e alla perifrastica passiva, questi ragazzi sono una vera e propria boccata di ossigeno per i miei polmoni inquinati dai miasmi di certa politica.

La seconda, non meno importante notizia, è che di rinunciare alla politica non ci penso proprio e mi dedico ad essa con maggiore interesse, ma forse minore adesione “emotiva”, che è stato il vero elemento corrosivo del mio corpo e del mio cuore. E devo dire che tanti elettori tramite social networks o sms mi hanno manifestato grande simpatia per la scelta di tornare al mio “lavoro” in attesa di nuovi sviluppi, incoraggiandomi altresì a mantenere costante il mio impegno politico. Eccoci quindi pronti ad affrontare un autunno caldo sotto ogni aspetto, se considerate la incertezza economica e politica in cui versa il Paese e l’instabilità di un anomalo Governo PD PDL che, come la torre di Pisa,casca casca e non casca mai. Io penso che così non si possa più andare avanti: con un pd che è sempre più dilaniato da lotte intestine e ha perso la bussola del buon agire e del buon governo; e un pdl che, ai limiti della eversività, continua a impostare la sua linea politica solo sulla salvezza del capo. E mentre il tasso di disoccupazione cresce con il nostro debito, il Paese è sempre più pericolosamente affacciato sul baratro. Certo, il rischio è che si torni a votare alle politiche con l’orrido porcellum, che è la prima causa del decadimento delle nuove classi dirigenti politiche, scelte più per il grado di lealtà ai capibastone di turno, che non per reali meriti personali. Ma tant’è. Per il PD,invece, si apre la fase congressuale che dovrebbe portare alla elezione del nuovo segretario tramite primarie (ah benedette primarie!). E dopo lo psicodramma dell’assemblea della scorsa settimana, in cui, da delegata, ho assistito attonita al clima da guerra civile che si respirava all’interno, spero si definisca un percorso condiviso verso l’elezione del nuovo leader.

Quanto alla nuova amministrazione di Roma, da cui la sottoscritta è stata graziosamente estromessa senza neanche un grazie per quello che avevo e avevamo fatto insieme per Marino e il PD, è certo presto per giudicarne l’operato. Ma è evidente che il guizzo geniale o il colpo d’ala che ci vorrebbe per una città messa in ginocchio da un centrodestra sciagurato e un deficit senza precedenti, ancora non si notano. Mentre il traffico aumenta, i servizi alle famiglie diminuiscono e l’assistenza per i disabili quasi scompare.

E non casualmente, a questo proposito, vi allego una mia riflessione su un pomeriggio trascorso al centro di Roma, che avevo affidato a Facebook ma che subito è ripresa da un noto blog di informazione politica (http://www.romapost.it/index.php/voci/item/5880-patrizia-prestipino-acccuse-finta-pedonalizzazione-fori#.UkSx0-caySO) insieme alle parole di una mia giovane e brava sostenitrice, che sono il vero motivo per cui vale la pena di fare politica come ho sempre fatto e non saprei diversamente fare.

Sorrisi, sempre
Pat

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Cara Pat,
E’ difficile trovare parole speciali per una persona che speciale lo è già di suo. Quando anni fa iniziai a partecipare attivamente alla politica, ero piccola e mi dissero fin da subito di non fidarmi mai di nessuno perché è un ambiente falso, pieno di arrivisti e opportunisti, dal quale non sarebbe mai potuto nascere nessun rapporto sincero. Oggi a distanza di molti anni posso dire con orgoglio che per me è andata diversamente. Sarà stata forse una casualità ma quel partito per il quale lottiamo ogni giorno nonostante ci consegni tante delusioni e quasi mai una gioia,una cosa buona l’ha fatta: mi ha fatto conoscere te. Fin da subito mi ero accorta che in te c’era qualcosa di diverso dagli altri e il tempo non ha fatto altro che confermarlo. Sei la persona che stimo di più al mondo e non parlo riferendomi esclusivamente alla politica (è scontato che in quell’ambito tu sia il mio mito per eccellenza) ma dal punto di vista umano. Oggi non posso fare altro che ringraziarti per tutte le cose che ho imparato giorno dopo giorno stando con te. Mi hai insegnato a credere un po’ di più in me stessa, a lottare per difendere quei valori che sono alla base della nostra quotidianità e restare coerenti ai nostri ideali. A credere fino in fondo alle nostre battaglie anche se a volte pur essendo giuste, sembra impossibile poterle vincere e quando poi nonostante tutti gli sforzi non vediamo il risultato in cui tanto speravamo e sembra crollarci il mondo addosso, tu riesci sempre a rialzarti. Più forte e più convinta di prima. E sei tu a dare la forza a me quando invece dovrebbe essere il contrario, perchè in fondo hai ragione tu, arriverà anche il nostro momento e nonostante la delusione sia sempre viva, l’importante non è solamente quello che si trova alla fine di una corsa ma quello che provi mentre corri e nel nostro caso è stato un susseguirsi di emozioni uniche e indelebili che non dimenticherò mai. Tanti piccoli e intensi attimi, che ti riempiono il cuore e ti fanno credere che c’è ancora qualcosa per cui valga la pena lottare. Poi quando si tratta di te, ne vale la pena sempre e comunque. Mi hai insegnato che la cosa più importante è essere a posto con la propria coscienza e non con il successo personale. Ci sono quei legami destinati a durare per sempre ed io sono convinta sarà così anche per noi. Un legame autentico fondato sulla lealtà che come dici sempre tu è ben diversa dalla fedeltà che non ti fa essere obiettiva e critica quando serve. Non sei stata la mia insegnante di liceo, (sarei stata senza dubbio la studentessa più felice del mondo con una prof come te) ma sono sicuramente più fortunata dei tuoi alunni perché sei per me comunque un’insegnante, un’insegnate di vita, e questo è ancora più importante. L’esempio da seguire e che seguirò per sempre con immenso orgoglio. Adesso è il momento degli auguri, non mi va di scrivere le solite frasi che si dicono in queste circostanze”ti auguro una vita piena di sola felicità e cose belle”perché sappiamo benissimo che ci saranno momenti stupendi che non dimenticherai mai, ma anche periodi difficili con nuove sfide da affrontare. Il mio grande desiderio è che tu possa realizzare i tuoi piccoli e grandi sogni, te lo meriti davvero. Ti auguro di rimanere sempre te stessa. Gli anni continueranno a passare ma tu resterai sempre quella grande forza della natura, tanto forte quanto sensibile, capace di emozionarsi e di fare emozionare, perché sei davvero una persona meravigliosa, la più speciale che conosca. Sappi che io per te ci sono e ci sarò sempre e per qualsiasi cosa potrai sempre contare su di me, non dimenticarlo mai. Ti voglio un bene infinito mamma-sindaco del mio quore, perché questo per me resterai per sempre!
Lucia