Come imparare l’archeologia ad ogni età

Lo sguardo oltre le Mura: l’altra Roma nella rete.

Il progetto si propone di far luce sull’organico sistema di monumenti e aree storico-archeologiche del Suburbio di Roma, diffuso in modo uniforme nel territorio dei municipi cittadini (II-XX), la cui conoscenza è troppo spesso appannata rispetto a quella in genere esclusiva dei luoghi monumentali del Centro storico (I Municipio).

Nei diversi quartieri della città oltre il limite delle mura Aureliane, infatti, nonostante l’alto grado di trasformazione urbanistica, non sempre rispettosa delle disposizioni di tutela storica del territorio, è ancora possibile apprezzare la ricca varietà di monumenti e la fitta rete delle infrastrutture che costituivano l’antico tessuto topografico di quei luoghi.

Oltre a quelli che vengono definiti i “recinti della memoria”, cioè porzioni di monumenti archeologici accerchiati da moderne costruzioni, grazie soprattutto all’impegno fermo e costante di associazioni ambientaliste e di quartiere è stato possibile salvaguardare parti significative del nostro patrimonio storico e naturale, in quel contesto unico e insuperabile rappresentato ancora oggi dal paesaggio della Campagna Romana.

Attraverso una Banca Dati integrata e unitaria, costituita da schede scritte in un linguaggio chiaro – si possono prevedere anche vari livelli di utenza e approfondimenti su questioni di carattere generale – corredate di immagini, si intende, così, promuovere la conoscenza e la valorizzazione di siti, monumenti e musei locali poco noti o addirittura sconosciuti al grande pubblico. Per la creazione di questo sistema informativo si potrebbe comunque mettere a frutto il lavoro già svolto in questo stesso ambito in alcuni municipi (si veda ad esempio il Progetto “Guida on line” del X Municipio curato dal prof. Tella)

Per questa prima parte operativa, che prevede l’individuazione di itinerari di visita (topografici e/o a tema), la ricerca bibliografica, l’elaborazione e la redazione di testi e la scelta di immagini, ciascun municipio potrebbe coinvolgere insegnanti e studenti delle scuole del territorio, coordinati da specialisti della materia (archeologi e storici dell’arte).

Un lavoro così svolto, con l’accostamento dei ragazzi alla conoscenza dei monumenti, porterebbe anche ad una loro naturale sensibilizzazione sulle decisive questioni di identità e tutela del patrimonio culturale del proprio quartiere: ciò che si conosce si impara ad amare e a difendere.

I dati raccolti nei singoli municipi, su una stessa base informatica e seguendo criteri e schemi di acquisizione omogenei, dovrebbero poi confluire in un’unica unità operativa centrale comunale.

L’iniziativa potrà costituire, così, un utile strumento per la valorizzazione dei nostri straordinari beni archeologici e culturali, in gran parte, immeritatamente “nascosti”, rivolto ai cittadini e ai turisti, agli uni perché possano avere una corretta percezione storica del territorio del quartiere in cui vivono, agli altri perché, sul modello del cosiddetto “turismo culturale”, sia finalmente possibile creare dei percorsi di visita alternativi e diversi da quelli che usualmente vengono proposti dai grandi operatori del settore, comunque di notevole interesse e di eccezionale valore storico.

Tra l’altro questo tema è di stringente attualità nella politica dei Beni Culturali del Paese e se ben sviluppato, a partire proprio dagli enti locali e a seguire poi nelle Regioni e in ambito statale, potrebbe produrre proficui risultati anche nel campo dell’economia e dell’occupazione.