Proposta per una riforma dell’organizzazione e dei sistemi di controllo di Roma Capitale

1) Spending review del bilancio comunale, identificazione degli sprechi, riduzione dei costi.

2) Verifica dell’assetto organizzativo e procedurale della macchina comunale.

3) Ricognizione e razionalizzazione della struttura delle società di proprietà comunale.

4) Realizzazione di un sistema integrato di controllo interno del Comune e delle società comunali.

5) Creazione di un sistema di reporting per la valutazione e il monitoraggio delle performance dei servizi e delle società comunali.

6) creazione di una “cabina di regia” per il monitoraggio e il controllo strategico delle società comunali.

7) Redazione del bilancio consolidato del Comune di Roma.

8) Perseguimento di un cambiamento culturale operato tramite mirate attività formative.

 

 

 

Qualche proposta di mobilità sostenibile e sui poteri commissariali sul traffico

E’ evidente che sei anni di commissariamento delle politiche del traffico a  Roma hanno portato a nulla anzi la situazione, se possibile, è peggiorata.
I grandi problemi di mobilità che caratterizzano Roma sono causati principalmente da due fenomeni: il trasporto extraurbano in entrata e uscita dalla città – i pendolari che quotidianamente dalle zone periferiche e limitrofe arrivano a Roma per lavoro – e il traffico urbano che, in fasce orarie determinate e per lo più coincidenti con l’entrata e l’uscita dai posti di lavoro e dalle scuole, congestiona le nostre strade.
In risposta a questi due fenomeni noi proponiano una soluzione concreta e applicabile velocemente: una estesa rete di trasporto metropolitano su ferro. Roma dispone di 432 km di binari tra ferrovie, metropolitane e tranvie. Le difficoltà e i costi con cui si procede nella realizzazione della metropolitana C devono convincerci a utilizzare al meglio i 338 km di ferrovie e 109 stazioni che si trovano all’interno del territorio di Roma, dove almeno 200 km possono essere radicalmente rinnovati in qualità e frequenza fino a somigliare a vere e proprie metropolitane di superficie. Attraverso la riqualificazione e la messa in uso di questa rete di binari dismessi è possibile diminuire drasticamente il traffico urbano incentivando tutti ad usufruire di una rete di trasporti su binari efficente e sostenibile.
Per quanto riguarda, invece, il traffico extraurbano in entrata ed in uscita da Roma, è necessario riqualificare e potenziare, con nuove corse e nuove vetture, le linee che percorrono l’asse “pontino” e l’asse “cassino”, trasformandole in metropolitane extraurbane di superficie sul modello della RER parigina.
Non basta, quindi, avere poteri straordinari per risolvere la questione ma serve un piano di mobilità coordinato e rivoluzionario, adeguato alle problematiche contingenti.
Noi proponiamo, invece, l’istituzione di un Osservatorio permanente sulla mobilità mirato, nell’immediato al ripristino della rete ferroviaria urbana esistente e al potenziamento di quella extraurbana, e nel lungo periodo al monitoraggio della situazione del traffico per l’individuazione delle criticità e la proposta di soluzioni. Un Osservatorio in cui riunire intorno ad uno stesso tavolo, tutti gli attori coinvolti,  dalle aziende di trasporto fino ai rappresentanti dei cittadini, sotto il coordinamento del Comune di Roma.

PROPOSTE TECNICHE PER IL NUOVO SINDACO DI ROMA

LA GRAVE CRISI ECONOMICA CHE HA COLPITO IL SISTEMA ECONOMICO MONDIALE HA ASSUNTO CARATTERISTICHE DEFLAZIONISTICHE PARTICOLARMENTE GRAVI  IN EUROPA E SEGNATAMENTE IN ITALIA. IL CALO DELLA DOMANDA AGGREGATA, LA DIMINUZIONE NETTA DEGLI OCCUPATI  HA ASSUNTO CARATTERISTICHE DEFLAZIONISTICHE PARTICOLARMENT E  DELLA MASSA SALARIALE.

L’AUMENTO GENERALIZZATO DELLE IMPOSTE DOVUTO AL DEFICIT PUBBLICO, FANNO SENTIRE I LORO EFFETTI ANCHE SULLA CATEGORIA DEI PICCOLI COMMERCIANTI. CATEGORIE FINO A POCHI ANNI FA BENESTANTI OGGI SONO RIDOTTE, O RISCHIANO DI ESSERE  RIDOTTE, IN MISERIA.

IN QUESTO QUADRO SAREBBE OPPORTUNO INTRAPRENDERE QUESTE INIZIATIVE:

CHIOSCHI SU STRADA, IN PARTICOLARE, LE EDICOLE, RIVENDITE DI QUOTIDIANI E PERIODICI  

QUESTO SETTORE  E’ COLPITO DA UN DOPPIO ATTACCO, LA CRISI ECONOMICA GENERALE E LA CRISI DOVUTA ALL’OBSOLESCENZA DEL PRODOTTO, INFATTI, COME NOTO, L’INFORMAZIONE CARTACEA E’ ORMAI SOPPIANTATA DAL PRODOTTO ELETTRONICO, ANCHE GLI ALTRI PRODOTTI VENDIBILI ATTUALMENTE IN EDICOLA NON COSTITUISCONO UNA GAMMA ADEGUATA ALLE RICHIESTE DEL MERCATO. OCCORRE CONSENTIRE A QUESTI OPERATORI DI POTER TRASFORMARE I LORO CHIOSCHI IN PICCOLI ESERCIZI DI VICINATO (NEGOZI IN SEDE FISSA) PREVIA REGOLARIZZAZIONE DEGLI ONERI CONCESSORI E ACCATASTAMENTO (BUONA ENTRATA PER LE CASSE COMUNALI) OPPURE DEVOLUZIONE DEL MANUFATTO AL COMUNE IN CAMBIO DI UNA LOCAZIONE, A D UN PREZZO  “POLITICO” NON ESOSO MA NEPPURE SIMBOLICO, CHE SOSTITUISCA LA COSAP. COSI’ FACENDO, I COMMERCIANTI POTREBBERO LAVORARE OFFRENDO AL PUBBLICO CIO’ CHE IL CONSUMATORE DESIDERA, IL COMUNE INCASSEREBBE, QUALE SIA LA SCELTA ADOTTATA, MOLTO DI Più DI QUANTO INCASSA CON LA COSAP. LO STESSO DISCORSO PUO’ VALERE ANCHE PER LE ALTRE TIPOLOGIE DI CHIOSCHI ISOLATI SU STRADA.

MERCATI PLATEATICI E SALTUARI

ABOLIZIONE DELLE QUOTE FISSE DI RIPARTIZIONE TRA SETTORE ALIMENTARE, NON ALIMENTARE, ARTIGIANATO E SERVIZI. ATTUALMENTE ESISTONO QUESTE QUOTE PERCENTUALI CHE IMPEDISCONO  DI INTRAPRENDERE NUOVE INIZIATIVE ALL’INTERNO DEI MERCATI, SOPRATTUTTO DI QUELLI PLATEATICI, SEMPRE PIU’ NUOVI PICCOLI IMPRENDITORI CHIEDONO DI DAR VITA  AD ATTIVITA’ ARTIGIANALI E DI SERVIZI E NE VENGONO IMPEDITI CON IL RISULTATO CHE MOLTI BOX RIMANGONO INATTIVI PER LUNGHI PERIODI. OCCORRE LIBERALIZZARE.

MERCATINI DOMENICALI

NON SI CAPISCE PERCHE’ IL COMUNE NON POSSA GESTIRLI DIRETTAMENTE O ALMENO: IMPORRE UNA LOCAZIONE ALLE SOCIETA’ VINCITRICI DEI BANDI CHE NON SIA LA MERA PERCEZIONE DELLA COSAP, IMPORRE CHE LE SOCIETA’ AGGIUDICATARIE NON POSSANO CHIEDERE AGLI OPERATORI PIU’ DI UNA CERTA CIFRA STABILITA, OSSIA UN GIUSTO PROFITTO D’IMPRESA.

ITINERANTI

QUESTO SETTORE, CON LE ATTUALI REGOLE, NON PUO’ OPERARE, SE NON ILLEGALMENTE. ISTITUIRE DEI POSTEGGI AD ORARIO LIMITATO E PAGAMENTO COSAP, ISTITUIRE PRECEDENZA NELLE MANIFESTAZIONI DOMENICALI ANCHE MEDIANTE MASSICCIA QUOTA PERCENTUALE NELL’ATTRIBUIZIONE DEI POSTEGGI DA PARTE DEGLI ORGANIZZATORI O DAL COMUNE.

INSEGNE

ABOLIZIONE DELLA RIDICOLA COSAP SULLO SPESSORE DEI CASSONETTI DELLE INSEGNE, FARETTI, LA GESTIONE DELLA TASSA COSTA AL COMUNE PIU’ DI QUANTO S’INCASSA E FA, GIUSTAMENTE, INFURIARE I COMMERCIANTI. SEMPLIFICAZIONE E RIDUZIONE DI ALCUNE NORME PER L’AUTORIZZAZIONE DELLE INSEGNE. SI TRTTA DI NORME ECCESSIVAMENTE SEVERE CHE SEMBRANO FATTE APPOSTA PER FAR PROSPERARE IL MALAFFARE.

10 idee per riformare il personale di Roma capitale

Le politiche della Giunta Alemanno, con le sue consulenze d’oro e le assunzioni “pilotate” verso parenti ed amici senza curare le professionalità sono state una “mannaia” psicologica anche per i lavoratori di Roma Capitale, i quali, da anni vedono il loro potere d’acquisto diminuire sempre più.

Non solo, la gestione disinvolta delle assunzioni dentro l’Amministrazione e nelle società/aziende partecipate ha provocato rabbia, delusione e tristezza.

Il personale, più volte illuso durante le varie campagne elettorali e poi bastonato, meriterebbe una maggiore attenzione ed ascolto.Questi sono i punti cruciali sui quali la nuova Giunta potrebbe soffermare la propria attenzione:

  1. Valutare una distribuzione più equa del personale tra Uffici Centrali, Dipartimentali e Municipali, facendo attenzione agli elementi della quantità e della qualità, troppo spesso dimenticati, nella speranza che non si vedano più assegnazioni dettate da indicazioni politiche e verso Uffici e Municipi “amici” ma si agisca con valutazioni oggettive delle esigenze reali. Stesso tipo di valutazione dovrebbe essere fatta sulla distribuzione del “salario accessorio”.
  2. Puntare su processi di formazione, anche innovativi, per rendere sempre aggiornati e specializzati i lavoratori di Roma Capitale e dunque dare un valore aggiunto all’intera Amministrazione capitolina.
  3. Ridurre personale esterno e valorizzare quello interno. Gli strumenti dei contratti a tempo determinato o di alta professionalità devono essere adoperati per i loro fini reali e non per costruire una squadra “amica” e/o risarcire la fedeltà e le sconfitte elettorali. Gli esterni servono, ma per rappresentare il “quid” su cui l’Amministrazione può contare per migliorare se stessa e i servizi ai cittadini. Gli interni – dai dirigenti agli impiegati – dovrebbero avere e meriterebbero maggior “rispetto”, con un occhio particolare all’esperienza, alla professionalità e con una delicata attenzione nei ruoli e nelle carriere, naturalmente guardando il merito.
  4. Valutare la previsione di polizze assicurative anche a favore di Funzionari con responsabilità di uffici e servizi, amministrative e contabili (con particolare riguardo alle P.O. ma non solo), alla stregua dei dirigenti e con le dovute proporzioni, nonché cominciare a lavorare politicamente per la figura della Vice Dirigenza.
  5. Portare al termine i concorsi pubblici per dare “linfa” vitale agli uffici capitolini, sempre più sguarniti, specie negli uffici decentrati.
  6. Dare maggiore spazio alla figura del tirocinio dentro l’Amministrazione, come viatico per l’introduzione nel mondo del lavoro (ovunque sia) e prevedere forme nuove di lavoro, sempre nel rispetto della dignità e della professionalità del lavoratore.
  7. Istituzionalizzare scambi di esperienze professionali all’interno di Roma capitale e con altre capoluoghi italiani (es. Milano, Bologna, Napoli, Palermo, ecc.), nonché aprire un tavolo di lavoro per collaborazioni e reciproche esperienze tra Dirigenti e Funzionari pubblici di città metropolitane europee.
  8. Utilizzare meglio le forme premianti per il personale capitolino, di ogni ordine e grado. Nel contempo osservare il salario (anche accessorio) dei lavoratori delle aziende e società partecipate facendo un’analisi attenta dei singoli casi e avendo come orizzonte e riferimento sempre la media delle attribuzioni economiche dei lavoratori di Roma Capitale. Guardando comunque sempre le professionalità e il merito.
  9. Dare la massima attenzione alla categoria dei vigili urbani per il loro e delicato lavoro quotidiano.
  10. Sbloccare la situazione delle graduatorie del personale scolastico, ormai da tempo in sofferenza con disagi per l’utenza, e valorizzare il delicato e prezioso lavoro delle insegnanti (sarebbe anche opportuno una rivisitazione del regolamento delle scuole dell’infanzia e degli asili nido in termini di efficientamento del servizio, tutela dei bambini, miglioramento del servizio).

10 idee per rilanciare lo sport a Roma

In questo periodo particolare di crisi economica e sociale – con condizioni difficili e a volte anche disperate all’interno di molte famiglie, affiancato da una perdita di fiducia della gente verso la classe politica e istituzionale, con un populismo sempre più imperante – parlare di politiche dello sport potrebbe sembrare superfluo e di secondo piano.

Ritengo, invece, che il tema dello sport, visto da un’angolazione diversa rispetto a quella consueta – ovvero come occasione di socializzazione e partecipazione, di crescita e confronto, di salute e benessere – sia un tema fondamentale, proprio in questo momento del paese. In momenti di crisi riappropriarsi di momenti di pausa – che siano culturali, sociali e/o sportivi – può essere una occasione per mettere di nuovo al centro il bene comune, l’altruismo, la solidarietà, lo stare insieme.

La gestione dell’Amministrazione guidata da Alemanno sul tema dello sport ha avuto alti e bassi ma soprattutto non ha “fatto centro” sulla vera missione di questo mondo.

Ecco alcuni punti cruciali che meriterebbero una riflessione e un’attenzione particolare:

  1. Valutare strategie diverse sulla valorizzazione dello sport, dando il giusto risalto allo sport giovanile e dilettantistico nonché al professionistico legato ai cosiddetti “sport minori”.
  2. Lavorare su procedure ad evidenza pubblica più semplici e più snelle finalizzate alle concessioni di spazi e aree pubblici per attività e progetti sportivi, dando risalto alla sicurezza, ai canoni agevolati e all’ampliamento della pratica sportiva oltre che alle esigenze del territorio di volta in volta interessato.
  3. Creare un Osservatorio che svolga un ruolo di controllo e impulso sulle politiche sportive nella città, con la collaborazione del mondo dell’associazionismo.
  4. Puntare su progetti innovativi coinvolgendo scuole e università, imprese e istituzioni, diretti a creare nuove occasioni di occupazione giovanile.
  5. Riparametrare i finanziamenti dando più attenzione agli sport meno conosciuti e prevedere una più attenta rendicontazione dei fondi pubblici e/o contributi a disposizione di gruppi sportivi, associazioni, realtà territoriali comunque impiegati.
  6. Dare maggiore spazio alla figura del delegato allo sport dentro l’Amministrazione preferibilmente con il ruolo di Assessore.
  7. Istituzionalizzare ed implementare scambi di esperienze su questi temi con altri capoluoghi italiani (es. Milano, Bologna, Napoli, Palermo, ecc.), nonché aprire un tavolo permanente e di confronto con altre città metropolitane europee.
  8. Tornare ad investire e lavorare sullo sport e per lo sport nelle periferie anche attraverso dei concorsi di idee per valorizzare territorio e strutture.
  9. Prevedere un’olimpiade intermunicipale, con ragazzi e bambini in gara per la Città, coinvolgendo scuole e territorio.
  10. Maggiore e migliore  formazione verso gli operatori che lavorano nel campo dello sport.

Roma città per i giovani europei…e non!

Roma città per i giovani europei…e non!

Nell’area del comune di Roma sono presenti illimitate risorse storico-archeologiche, che, se adeguatamente valorizzate, possono fare di Roma Capitale uno dei comuni più floridi ed invidiati del continente europeo, per turismo ed attività culturali. La nostra città potrebbe fare invidia persino a metropoli oggetto di turismo di massa, come l’elegante Parigi o la dinamica ed “anglofona” Londra o la Berlino oggi tanto attraente per i giovani.

L’idea di fondo non è rivoluzionare l’industria del turismo, né riuscire ad attirare un turismo d’elite pronto a spendere somme importanti. Questo richiederebbe, probabilmente, una pianificazione pluriennale con dei costi eccessivamente alti.

La chiave di lettura della questione presa in esame é quella di un progetto in cui predisporre strutture per accogliere i turisti diviene strumento propulsivo, almeno nel breve periodo, che può essere mezzo per una riqualificazione di alcune aree della città. Il miglioramento arriva, dunque, ad essere la migliore Sponsorizzazione spontanea e dinamica del nostro territorio.

Molti edifici non vengono oggi impiegati utilizzando a pieno le loro potenzialità, così perdendo importanti risorse per la collettività. La realizzazione di un tale progetto può essere trovata nella ristrutturazione di edifici del comune (o facilmente acquisibili) presenti all’interno della città ed utilizzati in tutto o in parte.

Lo sfruttamento commerciale degli immobili di cui si parla sta nella conversione di essi ad ostelli a basso costo dove poter ospitare principalmente un turismo giovanile, che al momento non ha strutture adatte alle sue esigenze. Dal momento che il sindaco non è un imprenditore ed il Comune non è un’impresa, si può considerare l’ipotesi di far gestire le attività  da fondazioni create ad hoc, con il patrocinio di Roma Capitale, collegate direttamente con le iniziative a carattere culturale. Inoltre non è di estrema difficoltà trovare personale pronto a lavorare con entusiasmo e passione ad un simile progetto: gli studenti di istituti o facoltà universitarie di ambiti affini, possono avere la possibilità di fare un’esperienza lavorativa utile come tirocinio formativo, sotto la supervisione di personale con maggiore esperienza. Le qualifiche da poter impiegare, solo per fare degli esempi, sono di molti tipi, come ad esempio gli studenti delle facoltà di lingue per i servizi a contatto con il pubblico e quelli delle facoltà di storia e storia dell’arte per curare gli itinerari da mettere a disposizione dei turisti. Si potrebbe pensare anche all’impiego dei giovani degli istituti alberghieri per le strutture di ristorazione e simili. Le fondazioni così create potrebbero lavorare anche in favore di privati, qualora essi lo richiedano, e reperire fondi dagli stessi imprenditori che si avvalgono dei servizi.

La funzione più importante svolta da questa idea è quella di innescare una sana concorrenza nel campo dei servizi offerti ai turisti, che sarà l’eredità dell’attività svolta anche nel momento in cui essa dovesse cessare per scelta dell’amministrazione.

Come imparare l’archeologia ad ogni età

Lo sguardo oltre le Mura: l’altra Roma nella rete.

Il progetto si propone di far luce sull’organico sistema di monumenti e aree storico-archeologiche del Suburbio di Roma, diffuso in modo uniforme nel territorio dei municipi cittadini (II-XX), la cui conoscenza è troppo spesso appannata rispetto a quella in genere esclusiva dei luoghi monumentali del Centro storico (I Municipio).

Nei diversi quartieri della città oltre il limite delle mura Aureliane, infatti, nonostante l’alto grado di trasformazione urbanistica, non sempre rispettosa delle disposizioni di tutela storica del territorio, è ancora possibile apprezzare la ricca varietà di monumenti e la fitta rete delle infrastrutture che costituivano l’antico tessuto topografico di quei luoghi.

Oltre a quelli che vengono definiti i “recinti della memoria”, cioè porzioni di monumenti archeologici accerchiati da moderne costruzioni, grazie soprattutto all’impegno fermo e costante di associazioni ambientaliste e di quartiere è stato possibile salvaguardare parti significative del nostro patrimonio storico e naturale, in quel contesto unico e insuperabile rappresentato ancora oggi dal paesaggio della Campagna Romana.

Attraverso una Banca Dati integrata e unitaria, costituita da schede scritte in un linguaggio chiaro – si possono prevedere anche vari livelli di utenza e approfondimenti su questioni di carattere generale – corredate di immagini, si intende, così, promuovere la conoscenza e la valorizzazione di siti, monumenti e musei locali poco noti o addirittura sconosciuti al grande pubblico. Per la creazione di questo sistema informativo si potrebbe comunque mettere a frutto il lavoro già svolto in questo stesso ambito in alcuni municipi (si veda ad esempio il Progetto “Guida on line” del X Municipio curato dal prof. Tella)

Per questa prima parte operativa, che prevede l’individuazione di itinerari di visita (topografici e/o a tema), la ricerca bibliografica, l’elaborazione e la redazione di testi e la scelta di immagini, ciascun municipio potrebbe coinvolgere insegnanti e studenti delle scuole del territorio, coordinati da specialisti della materia (archeologi e storici dell’arte).

Un lavoro così svolto, con l’accostamento dei ragazzi alla conoscenza dei monumenti, porterebbe anche ad una loro naturale sensibilizzazione sulle decisive questioni di identità e tutela del patrimonio culturale del proprio quartiere: ciò che si conosce si impara ad amare e a difendere.

I dati raccolti nei singoli municipi, su una stessa base informatica e seguendo criteri e schemi di acquisizione omogenei, dovrebbero poi confluire in un’unica unità operativa centrale comunale.

L’iniziativa potrà costituire, così, un utile strumento per la valorizzazione dei nostri straordinari beni archeologici e culturali, in gran parte, immeritatamente “nascosti”, rivolto ai cittadini e ai turisti, agli uni perché possano avere una corretta percezione storica del territorio del quartiere in cui vivono, agli altri perché, sul modello del cosiddetto “turismo culturale”, sia finalmente possibile creare dei percorsi di visita alternativi e diversi da quelli che usualmente vengono proposti dai grandi operatori del settore, comunque di notevole interesse e di eccezionale valore storico.

Tra l’altro questo tema è di stringente attualità nella politica dei Beni Culturali del Paese e se ben sviluppato, a partire proprio dagli enti locali e a seguire poi nelle Regioni e in ambito statale, potrebbe produrre proficui risultati anche nel campo dell’economia e dell’occupazione.

 

Mettiamo a frutto le nostre ricchezze.

Il patrimonio immobiliare di Roma Capitale è, presumibilmente, uno dei più ricchi e variegati d’Italia. Immobili ed aree con le destinazioni d’uso più diverse sono importanti beni che appartengono a tutta la comunità cittadina, ma affinché questa ne possa trarre davvero vantaggio è necessario intraprendere un percorso di efficientamento il cui primo passo è sicuramente quello che ci deve fornire la necessaria conoscenza ovvero la consapevolezza di quanto disponiamo.

Quanti sono gli immobili di Roma Capitale? A quale uso sono destinati? Quanta ricchezza producono e quanto ci costano? A tutte queste domande serve una risposta compiuta ed esatta perché un amministratore locale non è molto diverso da un padre di famiglia che, ovviamente, sa benissimo di possedere un appartamento in cui abitare, un terreno da coltivare o una casetta al mare da ristrutturare; è consapevole delle proprie risorse e quindi sa quando può trarne e quanto deve spendere per mantenerle.

Il mio modello di intervento dell’Ente Roma Capitale prevede misure di ricognizione, efficientamento e utilizzo o riutilizzo dei beni immobili disponibili per puntare all’autosufficienza immobiliare, alla riduzione delle spese ed all’incremento delle entrate per gravare sempre meno sui cittadini.

In sintesi

Con l’attivazione di questo progetto sarà possibile utilizzare meglio gli immobili di cui siamo proprietari per risparmiare sugli onerosi canoni di locazione che l’Ente sborsa per la sede di molti dei propri Uffici e Servizi, potremo mettere a bando le unità immobiliari disponibili e fornire opportunità a quei soggetti economici ed ONLUS che hanno bisogno di sedi adeguate alle loro attività, guadagnando con i canoni che questi corrisponderanno. Inoltre scoveremo i furbetti che approfittano della confusione per utilizzare le proprietà di Roma indebitamente o irregolarmente. Penso di coinvolgere in questo progetto anche gli studenti delle facoltà tecniche degli atenei romani che potranno fornire il loro prezioso entusiasmo e idee nuove.

Destinatari del progetto Tutti i cittadini, le famiglie e le imprese.
Obiettivi intermedi del progetto

 

Mappare le proprietà di Roma Capitale e attivare meccanismi di efficientamento quali il loro utilizzo per le attività istituzionali dell’Ente, la locazione a canoni congrui, il recupero alla fruizione dei cittadini o la dismissione qualora il bene non sia utile alla collettività.
Obiettivo finale del progetto Migliorare la qualità della vita dei cittadini utilizzando le ricchezze della città per offrire ambiente e servizi migliori senza mettere le mani in tasca ai romani.
Strumenti del progetto Si tratta di strumenti tecnici complessi (mappatura, efficientamento, bandi, contratti, vendite) che dovranno essere gestiti da operatori qualificati. L’Ente Roma Capitale dispone dei necessari Uffici ove operano le professionalità che possono svolgere con perizia tale lavoro. Qualora l’alto contenuto tecnico lo rendesse necessario l’Ente cercherà gli operatori necessari tra i privati con appositi, trasparenti, bandi di gara.
Attori del progetto Uffici e Servizi di Roma Capitale.

Eventuali professionisti esterni reperiti con gara pubblica.

Studenti delle facoltà tecniche degli atenei di Roma Capitale

Strumenti gestionali Attività amministrativa ordinaria.

Attivazione di convenzioni con le Università di Roma.

Eventuale reperimento di ulteriori soggetti attuatori, previo bando pubblico.

Punti di forza Positivo impatto economico e ottimizzazione delle risorse pubbliche.

Positiva influenza sulla vita quotidiana dei cittadini e delle imprese.

Investimento che amplia le risorse economiche anche a lungo termine

Possibili criticità Relativa onerosità e complessità gestionale

Se tu hai bisogno di Roma… Roma ha bisogno di te.

L’attuale contingenza economica sta causando l’incremento di situazioni personali e familiari a rischio di povertà. Nuclei familiari che un tempo avremmo descritto come “ceto medio” si trovano oggi ad affrontare una crisi che spesso li spiazza ponendoli i situazioni per loro del tutto nuove.

Tali famiglie pur dovendo affrontare problematiche quotidiane difficili da risolvere sono abituate al lavoro e all’impegno quotidiano e rifiutano a priori l’ottica assistenziale del sussidio. È soprattutto a queste persone che si rivolge il mio pensiero e a tutte quelle che non cercano soluzioni facili ma soluzioni giuste, adeguate e possibilmente durature.

Il mio modello di intervento dell’Ente Roma Capitale prevede misure sostegno alle persone e alle famiglie in difficoltà attraverso l’erogazione di provvidenze economiche erogate sulla base di servizi che queste renderanno alla città ed alla collettività. Affiancheremo ai lavori utili che queste persone svolgeranno, anche sulla base delle proprie esperienze pregresse, momenti formativi e di incontro con le realtà produttive locali al fine di favorire il tempestivo rientro nel mondo del lavoro.

In sintesi

Con l’attivazione di questo progetto le persone e le famiglie in difficoltà economica potranno rispondere a bandi pubblici periodici attraverso i quali verranno loro affidati lavori utili alla collettività in ragioni dei quali riceveranno specifiche provvidenze economiche e saranno introdotti in circuiti formativi e conoscitivi che li terranno in costante contatto con il mercato del lavoro.

 

Destinatari del progetto

 

Persone e famiglie in difficoltà economica.
Obiettivi intermedi del progetto

 

Offrire l’opportunità alle persone ed alle famiglie in difficoltà di superare tale momento di difficoltà rendendosi utili alla collettività e rientrando nei meccanismi di ricollocamento nel mercato del lavoro.
Obiettivo finale del progetto Sostenere le persone e le famiglie in difficoltà fino al momento del rientro nel mercato del lavoro.
Strumenti del progetto Attività amministrativa ordinaria degli Uffici e Servizi di Roma Capitale

Convenzioni con Enti pubblici e privati.

Eventuali collaborazioni esterne di soggetti reperiti con gara pubblica.

Attori del progetto Uffici e Servizi di Roma Capitale.

Enti pubblici e privati.

Eventuali collaboratori  esterni.

Strumenti gestionali Attività amministrativa ordinaria degli Uffici e Servizi di Roma Capitale

Convenzioni con Enti pubblici e privati.

Eventuali collaborazioni esterne di soggetti reperiti con gara pubblica.

Punti di forza Investimento di denaro pubblico con duplice finalità: sostegno alla persona e pubblico interesse.

Attivazione di sinergie anche per attivare ulteriori progetti.

Coinvolgimento di utenti a forte rischio sociale.

Positiva influenza sulla vita quotidiana delle famiglie.

Grande investimento sulle Risorse Umane del futuro.

Possibili criticità Relativa complessità gestionale derivante dalla necessità di riunire attorno ad un unico progetto una molteplicità di soggetti pubblici e privati.

La piazza: un luogo d’incontro per le famiglie romane

Mi avrete già sentito parlare dei cambiamenti dello stile di vita nelle nostre città. La c.d. società del benessere alla quale, indubbiamente, tanto dobbiamo, oggi mostra alcuni limiti resi ancora più evidenti dall’attuale contingenza economica.

Per affrontare insieme le sfide di questo nuovo secolo mi sembra utile guardare al passato per ritrovare alcune vecchie abitudini riadattandole alle esigenze moderne. Le famiglie che si incontrano, comunicano ed entrano in relazione mi sembra un buon modo per ritrovare uno stile di vita sereno coltivando un ambiente stimolante e solidale.

Il mio modello di intervento dell’Ente Roma Capitale prevede la costruzione di ampie strutture leggere da realizzarsi all’interno dei grandi parchi o su aree di proprietà di Roma Capitale da recuperare, in collaborazione con i Municipi capitolini, al fine di creare spazi di aggregazione per le famiglie. Le strutture che creeremo saranno fruibili anche in inverno, poiché parzialmente chiuse, circondate da spazi verdi attrezzati per i bambini e dotate di aree recintate per i nostri amici a quattro zampe. Un posto per tutta la famigli e per tutte le famiglie.

In sintesi

Con l’attivazione di questo progetto saranno realizzati spazi destinati al tempo libero delle famiglie che li potranno utilizzare liberamente e gratuitamente. Le strutture saranno realizzate da Roma Capitale e gestiti da soggetti privati reperiti attraverso un apposito bando pubblico. Tali soggetti in cambio della gestione e del mantenimento della struttura potranno attivare servizi aggiuntivi a pagamento quali giochi per bambini, mini punti di ristoro, toilette per cani ecc.

 

Destinatari del progetto

 

Le famiglie romane
Obiettivi intermedi del progetto

 

Realizzazione di spazi chiusi o semi-chiusi su aree verdi adatte a trascorrere il tempo libero in famiglia e tra famiglie con uno spazio dedicato agli animali domestici.
Obiettivo finale del progetto Favorire la socializzazione tra le famiglie attraverso un sano e sicuro impiego del tempo libero.
Strumenti del progetto Realizzazione delle strutture e delle aree attrezzate da parte di Roma Capitale.

Gestione da parte di terzi reperiti con bando pubblico.

Attori del progetto Uffici e Servizi di Roma Capitale

Soggetti terzi privati.

Strumenti gestionali Attività amministrativa ordinaria.

Reperimento dei soggetti gestori, previo bando pubblico.

Punti di forza Potenziale coinvolgimento di un alto numero di utenti.

Servizio al cittadino gratuito.

Attivazione di sinergie anche per la realizzazione di ulteriori progetti.

Positiva influenza sulla vita quotidiana delle famiglie.

Prevenzione del disagio sociale.

Possibili criticità Discreto investimento iniziale.